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Alzheimer: fatti e non parole

Non basta celebrare la giornata dell’Alzheimer se poi, alle parole non seguono i fatti.
E’ quanto mette in rilievo il presidente della Fondazione Turati, Nicola Cariglia in una intervista al quotidiano La Nazione, in occasione della giornata dell’Alzheimer. Come potete leggere, Cariglia ha esortato a fare seguire i fatti alle parole ed ha citato l’esempio di Pistoia. In tutta la provincia le donne e gli uomini che soffrono di demenze son stimati in settemila. Eppure, di loro si prendono cura quasi esclusivamente i familiari. E nessuno si preoccupa di questi “care giver”, come dimostra il fatto che da anni il reparto specialistico per i malati di Alzheimer della Fondazione Turati di Gavinana, l’unico della provincia, dai servizi sanitari. Per i malati e le loro famiglie è una opportunità che viene, in pratica, negata.

di Fondazione F.Turati Onlus | 19 settembre 2016

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Non basta celebrare la giornata dell’Alzheimer se poi, alle parole non seguono i fatti.
E’ quanto mette in rilievo il presidente della Fondazione Turati, Nicola Cariglia in una intervista al quotidiano La Nazione, in occasione della giornata dell’Alzheimer. Come potete leggere, Cariglia ha esortato a fare seguire i fatti alle parole ed ha citato l’esempio di Pistoia. In tutta la provincia le donne e gli uomini che soffrono di demenze son stimati in settemila. Eppure, di loro si prendono cura quasi esclusivamente i familiari. E nessuno si preoccupa di questi “care giver”, come dimostra il fatto che da anni il reparto specialistico per i malati di Alzheimer della Fondazione Turati di Gavinana, l’unico della provincia, dai servizi sanitari. Per i malati e le loro famiglie è una opportunità che viene, in pratica, negata.

SONO settemila, nella provincia di Pistoia, le persone che soffrono di malattie come l’Alzheimer e la demenza senile. Accanto a loro, vivono familiari la cui vita è seriamente ipotecata dal peso che sostengono prendendosi cura di chi si è smarrito. Una cifra ufficiale, che dà la misura del problema e che proietta un preoccupante aumento di questa malattia se si considera l’invecchiamento a cui la popolazione italiana sta andando incontro.
Su questa emergenza abbiamo chiesto una riflessione a Nicola Cariglia (foto piccola a destra), presidente della Fondazione Turati che, nella sua sede di Gavinana, dove si trova il centro per la riabilitazione, ha l’unico reparto specializzato, sul territorio provinciale, per l’assistenza delle persone colpite dall’Alzheimer.
«Il problema – spiega Cariglia – è estremamente grave. I casi aumenteranno in maniera esponenziale e sarà necessario prendersi cura di queste persone e anche di chi, a sua volta, si prende cura di loro. Oggi il problema viene sostanzialmente tamponato perchè sono i familiari ad assistere chi si ammala di Alzheimer e sono soprattutto le donne, che spesso rinunciano anche al lavoro.
«Ma oltre le celebrazioni che verranno, in occasione del 21 settembre, c’è anche un impegno vero su questo fronte. A Pistoia – rileva il presidente della Fondazione Turati – è stato organizzato il secondo convegno nazionale sull’Alzheimer e la stima è di settemila persone che ne soffrono. Di fronte a questa realtà noi abbiamo creato, a Gavinana, un reparto specializzato. Un modulo speciale con quattordici posti letto.
«Un progetto che non doveva servire a togliere la persona dal suo contesto familiare ma a dare, a chi se ne prende cura, un momento per respirare, per riposarsi, andare in ferie. Perchè le fasi della malattia non sono tutte uguali. Dodici anni fa quella che, all’epoca, era l’Asl 3, ci chiese una mano. Poi la media di occupazione dei 14 posti disponibili è vistosamente calata a 2-3 posti, con convenzione, anche se c’è comunque chi paga l’intera quota. Ma perchè questo drastico calo?
«ECCO, in occasione del 21 settembre, ci vuole un maggiore impegno istituzionale, perchè è sconfortante vedere un reparto semivuoto. E quindi pongo all’Asl (oggi area vasta), e non da ora, il mio dilemma: se non utilizzate il nostro reparto pazienza, ma non ce lo fate tenere in piedi inutilmente se ritenete, quale filosofia, che le persone non si debbano mandare nei moduli specialistici.
«Ma il bisogno resta – conclude Cariglia –. Io noto questa contraddizione. In tutta questa mia riflessione, ovviamente, io mi riferisco alla vecchia Asl, mentre ora il problema è passato alla Sociedà della salute, più vicina ai bisogni degli utenti».
Lucia Agati

Da La Nazione del 19 settembre 2016, cronaca di Pistoia e Montecatini

Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati