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Cani guida per i malati di Alzheimer

di Fondazione F.Turati Onlus | 30 aprile 2012

Sono sempre loro, i cani, i più fedeli amici dell’uomo. Lo dimostra ancora una volta un nuovo progetto realizzato dall’Alzheimer’s Scotland and Dogs for the Disabled: golden retriever e labrador saranno addestrati con lo scopo di diventare “guide per la mente” nei malati di Alzheimer. Non si limiteranno ad accompagnare un non vedente, ad essere i loro occhi per la sicurezza, cosa già estremamente preziosa, ma si prenderanno letteralmente cura delle persone che dimenticano la strada per tornare a casa o che non sanno a che ora devono prendere i medicinali e confondono la notte con il giorno.

La malattia di Alzheimer è questo e molto di più, ma un cane può essere un utile supporto.

Alla base di tutto c’è sicuramente l’imprinting emotivo che è alla base della pet therapy, con i suoi stimoli anche a livello neurobiologico, ma soprattutto, l’animale domestico offre una silenziosa compagnia ed adeguatamente preparato può addirittura essere fondamentale per la salute ed i benessere dei malati di Alzheimer.

Come? Labrador e Golden retriever verranno abituati ed indirizzati tramite alcuni suoni specifici a svolgere correlate mansioni. Ad esempio consegnare il borsello con le medicine ad un determinato impulso sonoro, svegliare la mattina il proprio paziente ad un altro, mentre un suono ancora diverso indicherà al cane di aprire il mobile del cibo in cucina per ricordare al malato che è ora di mangiare.l progetto è stato avviato: i primi cani saranno assegnati a settembre a 4 pazienti in fase iniziale.

Come spiega Joyce Gray, dell’Alzheimer’s Scotland

”Le persone all’inizio della patologia sono ancora in grado di vivere una vita abbastanza normale e i cani possono aiutarli a mantenere una routine. Prove aneddotiche inoltre raccontano che le persone possono dimenticare i volti dei loro familiari, ma non dei propri pets. Si crea un legame forte che ricordano molto a lungo e si illuminano quando li vedono. Non hanno bisogno di comunicare verbalmente, ma possono ancora interagire. Il loro legame con i cani non si basa sulle parole”.

Ma non solo: avere un cane favorisce la cura dello stesso, l’uscire di casa, il camminare e dunque fare un minimo di esercizio fisico: tutti fattori che sembrano essere importanti per rallentare il decorso dell’Alzheimer.

Tratto da www.tuttozampe.com

Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati