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Cosa chiedono gli anziani

di Fondazione F.Turati Onlus | 22 ottobre 2014

Gli anziani intervistati chiedono prevalentemente ed in egual misura un impegno per la vita di socializzazione, per l’intrattenimento e lo svago (44,6%) e per i problemi sanitari (44,2%) mentre solo l’11,2% richiede interventi per gli spostamenti e l’autonomia.

La Toscana mostra un più elevata richiesta di interventi per la socializzazione (47,6%) contro il 39,3% per la sanità, indiretta prova di una sanità che comparativamente funziona meglio mentre in Puglia la richiesta di migliore sanità viene dal 47,8%.

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La domanda di un maggior impegno per la sanità viene maggiormente dagli assistiti (49,0%), da chi ha un livello di istruzione basso – 49,5% contro 34,4% dei laureati –, da chi ha difficoltà a far quadrare il bilancio a fine mese con il 51,8% (contro il 27,5% di chi arriva a fine mese molto facilmente)

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Speculare è la configurazione di coloro che chiedono più attenzione alle esigenze di socia­lizzazione e intrattenimento: è un esigenza indifferente rispetto all’età, più avvertita da chi è ancora autosufficiente, di chi ha un titolo di studio elevato, da chi non vive nelle ristrettezze economiche ed arriva a fine mese facilmente.

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Minore appare la richiesta per necessità di mobilità ma costituisce un vero e proprio vero grido di allarme per non veder interrotta la libertà di autonoma vita quotidiana, anche per gravare di meno sui figli.

Questa domanda di mobilità è avvertita di più dai non autosufficienti (12,9% contro 10,4%), ma soprattutto dalle persone in difficoltà economica (11,8% contro 5,3%), gli ultrasettantacinquenni (12,5% contro 8,0%), dalle donne più che dagli uomini (13,0% contro 8,9%).

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Qualche punto percentuale in più (18,4%) per le opportunità di svago (orti, ecc.) che invece costituiscono la scelta identitaria di coloro che risultano inte­ressati a rafforzare gli aspetti di socializzazione, mentre tra il 14% e il 12% no: la prospettiva di essere coinvolto in iniziative di pubblica utilità rivolte ai bambini e l’indicazione di non perdere di vista la grande opportunità offerta dal costruire occasioni per la trasmissione di cultura, valori e tradizioni locali.

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Per la socializzazione, il 55% sollecita di investire tutto sulla valorizzazione dei centri di incon­tro e il dato parla da solo.

Tra le altre, minoritarie opzioni qualche punto percentuale in più (18,4%) premia le opportunità di svago (orti, ecc.) mentre tra il 14% e il 12% indicano la prospettiva di essere coinvolto in iniziative di rivolte ai bambini e la grande opportunità offerta dal costruire occasioni per la trasmissione di cultura, valori e tradizioni locali

Come visto, gli anziani antepongono necessità sanitarie e di relazione alla loro auto­nomia negli spostamenti e nella mobilità. Pur ricevendo un minor numero di indi­cazioni, alcuni servizi indicati per soddisfare un bisogno espresso sono davvero utili per convogliare lo sforzo di programmazione nella loro direzione.

Il riferimento va immediatamente al servizio di spesa e disbrigo delle pratiche la cui esigenza riguarda la metà degli anziani con una propensione significativa proprio negli assistiti, nel rimarcarne la centralità.

In seconda battuta è il servizio bus e taxi su chiamata che rappresenta la scelta del 30% degli anziani. Una quota comunque importante e radicata soprattutto tra chi manifesta massima necessità di autonomia motoria e spostamenti. Per questo sfor­zo di progettazione si schiera, più ancora dell’assistito, colui che assiste un anziano in difficoltà, quasi a marcare un disagio operativo per un miglior svolgimento delle proprie funzioni. Qualora il servizio esistesse e fosse efficace, il loro importante ruolo giornaliero di assistente verrebbe agevolato o magari consentirebbe all’assistito di raggiungere le sedi di cura, riabilitazione e socializzazione o addirittura le RSA in cui sono ospiti sollevando così l’assistente in alcune delle fasi che espleta.

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Meno segnalate dagli anziani la necessità di abbattere le barriere architettoniche per la sicurezza e l’attraversamento delle strade da parte degli anziani (16%) e il servizio di informazione e contatto sulle iniziative e gli incontri (11%).

Tra i servizi a carattere sanitario, con la maggiore potenzialità di sviluppo per il mi­glioramento della vita degli anziani, la richiesta si concentra soprattutto sull’assistenza domiciliare, indicata da tre anziani su quattro (74,5%).

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L’assistenza domiciliare permette di mantenere le proprie abitudini e stili di vita sen­za disagi e cambiamenti; gli anziani vogliono che la cura e l’assistenza siano portate a casa e non viceversa.

Le altre indicazioni di servizi sui quali investire assommano complessivamente ad un quarto delle preferenze, dalla costruzione di alloggi per anzia­ni (4,5%), ai centri di riabilitazione e manteni­mento delle condizioni fisiche (11%) alle preferenze per le RSA (9%).

La gerarchia delle risposte non muta tra le diverse regioni: tutte chiedono a gran voce assistenza domiciliare, con una intensità leggermente inferiore nel Lazio (70,9%), dove invece è assai superiore (in termini relativi) la richiesta di centri per la riabilitazione e mantenimento delle condizioni fisiche (14,6% contro 7,4% della Toscana).

Anche la domanda per alloggi per anziani con servizi condominiali e verde è superiore nel Lazio (6,7% contro 2,3% della Puglia) mentre dalla Toscana viene più forte la domanda di Residenze Sociali Assistite (10,9% contro 7,9% del Lazio).

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Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati