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Estate@Vieste.Turati/Mostre: Personale di Carla Insalata

di Fondazione F.Turati Onlus | 30 luglio 2012

Carla Insalata è pittrice di lampante derivazione post impressionista. Mancava, fino ad oggi, un’esatta definizione dell’opera di questa pittrice, autrice di suadenti visioni del quotidiano.

Tenterò di darla io stesso, addentrandomi nell’analisi della sua ricerca figurale: in confronto alla forte evidenza narrativa dei pittori della realtà che operavano nella seconda metà del Novecento – penso a Renato Guttuso o alla impietosa icasticità di certi pittori ‘attualisti’ – il procedimento scelto da Carla Insalata si risolve in un addolcimento estetico della dura apparenza del mondo urbano e contadino. Infatti, questa specie di impressionismo – la nostra artista sa esaltare l’immagine, sottolineando con un forte segno pittorico gli effetti di contrasto – appare come la decantazione visiva di una formulazione poetica. Sono certo che i meriti della sua pittura risiedano non solo nella sincerità delle scelte espressive, che sono dedicate all’uomo nella sua quotidianità, e al paesaggio nella sua emblematicità silenziosa, ma anche nello sforzo lucido e meritorio di assorbire e riflettere il carattere transitorio degli eventi affrontati in ogni singola opera. Carla Insalata trasmette all’osservatore l’efficacia oggettiva di un’iconografia contemporanea, ma anche e soprattutto una durevole e complessa combinazione di momenti ritmici e dinamici. Attingendo le sue tematiche direttamente dalla realtà e trasfigurando l’immagine in un lirismo intimistico, l’artista esplicita il suo rifiuto di affrontare il ‘vero’ e il ‘reale’ come documenti freddi dell’oggettività. Ma non solo: le sue indagini sugli aspetti esteriori della vita, la portano, a volte, a insistere sull’ambiguità misteriosa che circonda l’uomo. Questo elemento di disincantato conferisce echi inediti al suo linguaggio espressivo. E se ho parlato di lirismo, va pure detto dell’intento critico con cui la pittrice rivisita la quotidianità e lascia spazio all’incertezza interpretativa del mondo che la circonda e coinvolge. È quindi attenta a porgere messaggi anche allusivi, e a ridefinire le connessioni sottili che legano l’umanità all’habitat cittadino e rurale, risolvendo le possibili dicotomie fra l’una e l’altro attraverso una raffigurazione fortemente movimentata; il che potrebbe anche suggerire l’illusorietà dei rapporti fra spazio e tempo. Carla Insalata possiede nella sua pittura la temibile dolcezza e la cortesia dei veri poeti che narrano per immagine l’essenziale, sottintendendo il superfluo. In questo suo cantare un mondo comunque accettato e amato, le forme tendono talvolta a dissolversi in una pura vibrazione, senza stridori cromatici e neppure compiacimenti descrittivi. Per questo motivo i complessi narrativi si concludono nell’evidenza di un pathos inedito; il colore è puro e squillante; la raffigurazione è con evidenza desunta da una suggestione emotiva; la visione d’insieme deriva da un’inquadratura afferrata d’istinto e plasticamente – non a caso è stata la scultura a segnare i suoi esordi – prima ancora di essere rielaborata sulla tela; ci si avvede della preferenza per i tagli quasi espressionistici, che riferiscono di un’appropriazione in diretta del soggetto prescelto; tutto questo, infine, conferisce alla narrazione una singolare efficacia. Ciò che colpisce in questi lavori – dove certo non intercorrono rapporti idilliaci tra la presenza umana e l’ambiente – è, da un lato la tensione ideale che in lei appare salda e matura, e dall’altro un insieme di tenerezza e di inquietudine, ossia il linguaggio dell’emozione e della ragione poetica.

Mostra personale dal 4 agosto al 21 agosto 2012

Ex Convento dei Cappuccini

Lungomare Vespucci ( zona porto)

Vieste (Fg)

Orari: tutti i giorni dalle 21 alle 24,30

Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati