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“Finchè morte non ci separi”. Charles ed Adrienne, una storia d’amore e di redenzione.

di Fondazione F.Turati Onlus | 10 aprile 2012

Ci si ritrova davanti ad un sacerdote, oppure un pubblico ufficiale, od un rappresentante della propria fede, per giurarsi eterno amore “finché morte non ci separi”. Anche Charles ed Adrienne Snelling ci sono passati. Eterno amore, una vita insieme mano nella mano, fino a che hanno deciso di “unirsi anche nella morte”. Adrienne soffriva infatti di Alzheimer. Assieme avevano pianificato tutto. E così, quando la malattia ha cominciato a diventare aggressiva, Charles l’ha uccisa e poi si è unito a lei. La storia, discutibile da un punto di vista etico non solo religioso, sta facendo discutere l’America. Eppure i figli della coppia descrivono le azioni del padre come un atto di amore e devozione, raccontato per altro dallo stesso Charles in un saggio pubblicato sul New York Times.

Si erano sposati nel 1951. Cinque figli. Per cinquanta anni Adrianne si è occupata di Charles in ogni maniera possibile. Gli ultimi sei, quelli della malattia, sono stati il turno di Charles. E sono stati interpretati da quest’ultimo come un doveroso atto nei confronti di chi, Adrienne, l’ha soccorso da un “fato assai peggiore della morte, per un lungo, lungo tempo”. E così, quando la malattia è diventata atroce, assieme Charles ed Adrienn hanno deciso che era giunto il momento di concludere assieme il viaggio per iniziarne uno nuovo, così come espresso quando ancora Adrienne era padrona di sé.

Nel saggio, pubblicato sul New York Times, Charles scriveva che “l’inizio predice la fine”. Lo aveva intitolato “A Love Story and Redemption”, una storia d’amore e redenzione. Chi volesse approfondire può visitare le pagine del quotidiano newyorkese. Abbiamo voluto proporvi questa storia. Lasciamo alla vostra sensibilità ogni commento.

Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati