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Garantire la salute dei cittadini

di Fondazione F.Turati Onlus | 18 settembre 2014

Come e’ garantita la salute dei cittadini nelle varie Regioni italiane? Una valutazione degli adempimenti da parte delle regioni realizzata attraverso i Lea.

Cosa sono i LEA?

I Livelli essenziali di assistenza (Lea) sono costituiti dall’insieme delle attività, dei servizi e delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale eroga a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza: alla loro effettiva garanzia concorrono anche i tempi di attesa per le diverse prestazioni (ricoveri programmati e visite e gli esami specialistici ambulatoriali programmabili)

Il sistema dei livelli essenziali di assistenza prevede:

  1. assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e lavoro (già prevenzione),
  2. assistenza ospedaliera.
  1. assistenza distrettuale,

Nessuno potrà essere escluso dalle cure perché troppo anziano o bisognoso di prestazioni troppo costose, perché dedito a comportamenti nocivi alla salute, troppo povero o, paradossalmente, troppo ricco: un reddito elevato può, al limite, giustificare la corresponsione di un ticket, ma non l’esclusione dal diritto all’assistenza.

I Lea sono stati definiti a livello nazionale con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, entrato in vigore nel 2002. La riforma del titolo V della Costituzione ha poi previsto per le Regioni la possibilità di utilizzare risorse proprie per garantire servizi e prestazioni aggiuntive (ma mai inferiori) a quelle incluse nei Lea. Questo comporta che i Lea possano essere diversi da Regione a regione (fermo restando che quelli definiti a livello nazionale vengono garantiti in tutto il territorio italiano).

L’erogazione delle prestazioni e dei servizi inseriti nei Lea deve avvenire in condizione di appropriatezza, adeguato livello qualitativo ed efficienza.

La verifica della prestazione dei LEA

La verifica avviene attraverso l’utilizzo della “Griglia LEA”, che misura l’efficacia nell’erogazione dei servizi sanitari attraverso 31 indicatori (sopra i 160 punti la regione viene considerata “adempiente”), ripartiti tra l’attività di assistenza negli ambienti di vita e di lavoro, l’assistenza territoriale e l’assistenza ospedaliera erogati dalle Regioni, e consente sia di individuare per le singole realtà le aree di criticità nell’ erogazione dei livelli essenziali di assistenza, sia di evidenziare i punti di forza.

Gli indicatori si basano su vari aspetti dell’attività sanitaria, dalla copertura dei vaccini, quelli per i bambini e quello dell’influenza, agli screening oncologici. Poi ci sono indicatori dedicati all’assistenza ai malati cronici, agli anziani e ai disabili, oppure alla diffusione di esami come la risonanza magnetica. Si prendono in considerazione anche il tasso di ospedalizzazione e la rapidità con cui avvengono gli interventi in media di emergenza delle ambulanze. Ad ogni indicatore è dato un punteggio in numeri e alla fine si forma la graduatoria

Le Regioni oggetto di valutazione sono sedici: quelle a statuto ordinario più la Sicilia, ossia quelle che hanno accesso al “fondo sanitario” e che vengono private del 3% di questo se risultano inadempienti (o del 2% nel caso di Regioni adempienti nell’ultimo triennio).

Il monitoraggio 2012

E’ stata pubblicata qualche mese fa la verifica che si fonda sui dati rilevati per l’anno 2012, riepilogata nel report “Verifica adempimenti Lea 2012” realizzato dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute sulla base del lavoro del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea.

Il documento è strutturato in 4 sezioni:

  1. descrizione dei singoli adempimenti, con indicazione del riferimento normativo, dei criteri di valutazione e dell’Ufficio/Ente istruttore
  2. schema di riepilogo, a livello nazionale, degli esiti
  3. dettaglio regionale delle valutazioni, distinte per adempimento
  4. allegati

La verifica 2012 ha evidenziato, in diverse Regioni, rilevanti difficoltà a risolvere alcune criticità; tra le principali:

  • la riorganizzazione dei punti nascita
  • il monitoraggio dei tempi attesa
  • il controllo di coerenza tra le SDO e le cartelle cliniche
  • l’assistenza domiciliare e residenziale.

La valutazione consente di stabilire che sono otto le Regioni in regola rispetto agli adempimenti da assolvere in tema di Livelli essenziali di assistenza (Lea) per l’anno 2012: in ordine alfabetico Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto

Sono considerate adempienti con prescrizioni per superare rilievi Abruzzo, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia mentre non è considerata adempiente ed evidenzia criticità la Campania.

Giudizio

regione

Punteggio

Impegni da rispettare Criticità rilevate

ADEMPIENTE

Emilia R.

210

l’impegno per l’anno 2013 a completare l’attuazione del percorso nascita
Veneto

193

adempiente per tutti gli adempimenti oggetto di verifica.
Toscana

193

l’impegno per l’anno 2013 a completare l’attuazione del percorso nascita
Piemonte

186

inadempienze nel monitoraggio delle liste d’attesa e nell’area della prevenzione
Lombardia

184

l’impegno per l’anno 2013 a completare l’attuazione del percorso nascita
Liguria

176

l’impegno per l’anno 2013 a completare l’attuazione del percorso nascita
Umbria

171

entro il primo semestre 2014, prescrizione per l’attuazione di quanto previsto per la riorganizzazione e la messa in sicurezza dei punti nascita
Basilicata

169

entro il primo semestre 2014, a una prescrizione per l’attuazione di quanto previsto per la riorganizzazione e la messa in sicurezza dei punti nascita
Lazio

167

criticità e ritardi relativamente, tra l’altro, all’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera, all’assistenza per malati terminali, all’assistenza domiciliare e residenziale per anziani e disabili, alla riabilitazione, all’attività trasfusionale, ai percorsi diagnostico-terapeutici e al percorso nascita.
Marche

165

l’impegno per l’anno 2013 a completare l’attuazione del percorso nascita

ADEMPIENTE CON IMPEGNO SU ALCUNI INDICATORI

Sicilia

157

miglioramenti ma permangono alcune inadempienze; in particolare il miglioramento concerne gli effetti di governo dell’assistenza ospedaliera mentre le criticità sono ascrivibili al percorso nascita, all’emergenza-urgenza e all’assistenza territoriale
Molise

146

criticità e ritardi relativamente, tra l’altro, all’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera, all’assistenza per malati terminali, all’assistenza domiciliare e residenziale per anziani e disabili, alla riabilitazione, all’attività trasfusionale, ai percorsi diagnostico-terapeutici e al percorso nascita.
Abruzzo

145

criticità nell’area dell’emergenza urgenza, dell’assistenza domiciliare e residenziale e nell’erogazione di servizi afferenti all’area della prevenzione.
Puglia

140

miglioramenti ma permangono alcune inadempienze; in particolare il miglioramento concerne gli effetti di governo dell’assistenza ospedaliera mentre le criticità sono ascrivibili al percorso nascita, all’emergenza-urgenza e all’assistenza territoriale
Calabria

133

ha intrapreso un’azione di riorganizzazione complessiva dell’assistenza sanitaria regionale evidenziando un governo della domanda ospedaliera, come si evince dal decremento dell’ospedalizzazione e dalla riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza. Permangono comunque criticità in molte aree dell’assistenza, in particolare in quella relativa all’erogazione dell’assistenza territoriale, alla rete dei laboratori, all’area della prevenzione e all’emergenza urgenza

CRITICA

Campania

117

criticità e ritardi relativamente, tra l’altro, all’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera, all’assistenza per malati terminali, all’assistenza domiciliare e residenziale per anziani e disabili, alla riabilitazione, all’attività trasfusionale, ai percorsi diagnostico-terapeutici e al percorso nascita.

Complessivamente, conclude il Ministero della salute, dall’analisi dei risultati emerge che le Regioni non in Piano di rientro evidenziano nel tempo una maggiore attenzione verso i processi di attuazione, di efficientamento e di qualità nell’assistenza, mentre le Regioni in piano di rientro evidenziano dei piccoli miglioramenti organizzativi e gestionali ancora da consolidare e la persistenza di numerose criticità.

 

Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati