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Il maltrattamento degli anziani

di Fondazione F.Turati Onlus | 18 maggio 2015

Cosa si intende per maltrattamento agli anziani? Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità si intende un’azione singola o ripetuta, oppure l’assenza di un’azione adeguata, che causa danni o sofferenza a una persona anziana, nell’ambito di una relazione in cui c’è un’aspettativa di fiducia.

Questo tipo di violenza costituisce una violazione dei diritti umani e include gli abusi di natura fisica, sessuale, psicologica, emotiva, economica e materiale, l’abbandono, l’incuria e le gravi forme di perdita di dignità e di rispetto.

Dimensioni del problema

Ci sono pochi dati sulla diffusione degli abusi nella popolazione anziana, soprattutto nei paesi in via di sviluppo: secondo le stime il 4-6% delle persone anziane dichiara di aver subito un maltrattamento grave nel corso del mese precedente, dato certamente sottostimato in quanto le persone anziane hanno spesso timore di denunciare i casi di abuso alla famiglia, agli amici o alle autorità.

Secondo un n’indagine effettuata negli Stati Uniti sul personale delle case di riposo i casi – anche nelle strutture assistenziali – sono numerosi:

  • il 36% ha assistito ad almeno un episodio di maltrattamento fisico ai danni di un paziente anziano

nel corso dell’anno precedente;

  • il 10% ha commesso almeno un atto di abuso fisico ai danni di un paziente anziano;
  • il 40% ha ammesso di abusare psicologicamente dei pazienti.

Gli in ambito istituzionale includono la costrizione fisica dei pazienti, la negazione della dignità

(ad esempio, lasciando l’anziano in abiti sporchi) e della libertà di scelta nelle questioni di vita quotidiana,

l’incuria intenzionale (come ad esempio permettendo l’insorgenza di piaghe da decubito), la

somministrazione eccessiva o insufficiente di farmaci o il rifiuto di somministrarne, la negligenza e l’abuso emotivo.

Dai maltrattamenti agli anziani possono portare a danni fisici – che vanno da escoriazioni e contusioni di lieve entità a fratture ossee e lesioni craniche che conducono a disabilità permanenti – e gravi conseguenze psicologiche, spesso a lungo termine, tra cui depressione e ansia. Ne possono derivare conseguenze particolarmente gravi perché le loro ossa sono più fragili e la convalescenza dura più a lungo: anche lesioni relativamente minori possono causare danni gravi e permanenti, o persino il decesso.

L’invecchiamento della popolazione abbinata alla insufficienza delle risorse potrebbe comportare l’incremento degli anziani a rischio dai 500 milioni del 1995 a 1,2 miliardi nel 2025.

A questo incremento concorrono fattori che operano a a livello individuale, relazionale, di comunità e socio-culturale.

Tra i rischi a livello individuale vi sono la demenza della vittima e i disturbi mentali o l’abuso di sostanze o di alcol da parte dell’aggressore. Altri fattori a livello individuale che possono aumentare il rischio di abuso includono il sesso della vittima e la coabitazione, con le donne anziane più esposte soprattutto quando rimangono vedove

Anche la La coabitazione è un fattore di rischio per i maltrattamenti agli anziani: in alcuni casi, una lunga storia di relazioni familiari difficili può peggiorare in conseguenza dello stress e della frustrazione creati dalla sempre maggior dipendenza della persona anziana. Anche il fatto che più donne lavorino ed abbiano meno tempo libero implica che prendersi cura delle persone anziane diventa un peso maggiore, che aumenta il rischio di abusi.

A livello di comunità emerge come fattore l’Isolamento con la mancanza di sostegno sociale dei caregivers e delle persone anziane( a causa di infermità fisiche o mentali, o per la perdita di amici e

Familiari) diventa fattore di rischio per i maltrattamenti agli anziani da parte dei caregivers.

Il rischio di maltrattamenti agli anziani dipende da rilevanti fattori socioculturali quali:

  • descrizione delle persone anziane come fragili, deboli e dipendenti;
  • erosione dei legami tra le generazioni di una famiglia;
  • migrazione delle coppie giovani, che lasciano i genitori anziani da soli, in società in cui le persone anziane erano tradizionalmente accudite dai discendenti;
  • mancanza di risorse per pagare le cure.

Nelle strutture socioassistenziali ci sono hanno maggiori probabilità di verificarsi laddove:

  • gli standard per l’assistenza sanitaria, i servizi di welfare e le strutture assistenziali per le persone

anziane sono bassi;

  • il personale ha scarsa formazione, redditi bassi e un carico di lavoro eccessivo
  • il contesto materiale è carente;
  • le politiche operano nell’interesse della struttura piuttosto che in quello dei residenti.

L’OMS collabora con una serie di partner per la prevenzione dei maltrattamenti agli anziani attraverso

iniziative che aiutano a individuare e quantificare il problema e a darvi risposta:

  • raccogliere informazioni sulla diffusione e i tipi di maltrattamenti agli anziani in diversi contesti (per comprendere le dimensioni e la natura del problema a livello globale);
  • elaborare indicazioni per gli Stati Membri e tutti i settori coinvolti per la prevenzione dei

maltrattamenti agli anziani e il potenziamento della capacità di risposta;

  • diffondere informazioni ai paesi e sostenere gli sforzi attuati a livello nazionale per la prevenzione degli abusi sugli anziani;
  • collaborare con le agenzie e organizzazioni internazionali per sconfiggere il problema a livello mondiale.
Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati