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Oms: vita si allunga, ma aumenta anche rischio salute. Giornata mondiale dedicata a ‘invecchiamento e salute’

di Fondazione F.Turati Onlus | 10 aprile 2012

Un anziano che fa il salto con l’elastico del bungee jumping: e’ questa l’immagine scelta dall’Oms per presentare la Giornata mondiale della salute, proclamata oggi e dedicata a ‘invecchiamento e salute’. Anche se l’accostamento e’ un po’ esagerato, certo e’ che per i meno giovani le possibilita’ di vivere una vita appagante non mancano. La condizione essenziale, pero’, in un mondo che invecchia sempre di piu’ – avverte l’Organizzazione mondiale della Sanita’ – e’ una sola: la salute. Entro il 2050, secondo un documento dell’Oms diffuso in occasione della Giornata, ci saranno almeno 400 milioni di persone ultraottantenni, contro i 14 milioni del 1950, e l’80% vivra’ nei Paesi a reddito medio-basso (100 milioni nella sola Cina) contrariamente a quanto avviene oggi. E quindi tempo, secondo l’Organizzazione, di intervenire per migliorare le condizioni di vita dei piu’ anziani.

In un mondo sempre piu’ popolato (nel 2050 gli abitanti dovrebbero stabilizzarsi sugli 8-9 miliardi) il numero di over 60, spiega l’Oms, superera’ quello dei bambini sotto i cinque anni: saranno due miliardi (attualmente sono 250 milioni). E proprio tra gli over 60, si stima, avverra’ l’80% di tutte le morti.

L’aspettativa di vita, peraltro, e’ molto diversa tra i Paesi africani, dove e’ pari a 52 anni per i nati nel 2009, e l’America (73 anni), l’Ovest del Pacifico (72) e l’Europa (71).

Una donna di 60 anni nata nell’Africa sub-sahariana ha un’aspettativa di vita di altri 14 anni, mentre una donna della stessa eta’ nata in un Paese a livello elevato di reddito puo’ sperare di viverne altri 25. Ma vivere anni in piu’ non significa necessariamente viverli in salute. La vita da anziano, rileva l’Oms, non e’ facile per i numerosi problemi di salute cui i meno giovani devono far fronte: innanzitutto la disabilita’ che riguarda piu’ del 46% degli ‘over 60′. C’e’ poi la sordita’, che affligge piu’ di 40 milioni di anziani nei paesi a basso e medio reddito, ma anche l’ipertensione che riguarda dal 32% all’80% degli anziani mentre solo dal 4 al 14% riceve un adeguato trattamento. Un altro problema sono le cadute: tra il 28 ed il 35% degli over 65 cade ogni anno, e questa proporzione aumenta al 32-42% per gli over 70. Mentre i maltrattamenti interessano il 4-6% della popolazione anziana.

L’organizzazione pone percio’ l’accento sulla necessità di dotarsi per tempo di strutture e sistemi assistenziali soprattutto in quei Paesi dov’e’ previsto il maggior aumento di anziani, ovvero quelli a basso e medio reddito, che al momento si affidano principalmente all’assistenza in famiglia. I familiari che si occupano degli anziani, pero’ – rileva il documento – spesso soffrono di livelli alti di stress, problemi psicologici e non godono di buona salute. Secondo l’Oms è venuto il momento di agire e prepararsi e per questo ha messo a punto una serie di suggerimenti su strategie preventive a basso costo ma ad alta efficacia, come l’imposizione di tasse aggiuntive su alcolici e tabacco, il divieto di fumo nei locali pubblici e di lavoro, la riduzione del sale nei cibi, Controlli sull’ipertensione e campagne di sensibilizzazione sulla corretta alimentazione e l’esercizio fisico. Secondo l’Oms bisogna anche cambiare il modo di intendere la terza età, incoraggiando e facilitando la partecipazione degli anziani alla vita sociale.

(fonte ANSA)

Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati