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Secondo uno studio inglese i malati di Alzheimer dovrebbero essere curati più a lungo.

di Fondazione F.Turati Onlus | 15 marzo 2012

Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, i soggetti affetti da Alzheimer dovrebbero ricevere cure anche oltre la prima fase della malattia. Infatti, secondo lo studio, migliaia di pazienti affetti dalla demenza potrebbero trarre beneficio dall’assunzione, in particolare, del farmaco Aricept, che consentirebbe loro di guadagnare ancora mesi di indipendenza e lucidità.

L’Aricept (ovvero il donepezil) viene generalmente prescritto solamente a pazienti nella prima fase del morbo ed interrotto con il progredire della malattia oltre un certo stadio, dopo il quale si ritengono improbabili benefici. In realtà, lo studio che è stato condotto dal King College di Londra, l’assunzione continuata di tale farmaco consentirebbe ad una grandissima quantità di malati di trarre ancora determinati benefici, magari con l’arrestarsi seppur temporaneo dei sintomi del morbo. Lo stesso vale per la memantina, un principio attivo usato nella composizione dei farmaci anti-demenza.

Lo studio si è basato su 295 paziente in stadio avanzato di Alzheimer, divisi in quattro gruppi. Un gruppo è stato curato con donepezil, un altro con memantina, un terzo con entrambi ed un quarto solo con la somministrazione di un placebo.

A distanza di un anno i ricercatori hanno valutato lo stato mentale e la capacità di svolgere le funzioni quotidiane dei soggetti. Ebbene, i soggetti ai quali sono stati somministrati entrambi i farmaci hanno offerto risultati più positivi rispetto agli altri. Secondo i ricercatori, i farmaci avrebbero fatto ritardare l’avanzamento dei sintomi da tre a quattro mesi.

Secondo l’Alzheimer’s Society, co-finanziataria dello studio, risulta evidente come l’interruzione dell’assunzione dei farmaci provochi il peggioramento dei sintomi comportamentali, ma i medici tendono a prescrivere farmaci sedativi per gestirne l’avanzamento, piuttosto che i farmaci anti-demenza, ancora in grado di impedire o di ritardare l’inizio degli stessi.

L’auspicio dei ricercatori è quello che il S.S. inglese elabori nuove guide da consegnare ai medici sulle cure da dare ai propri pazienti nelle fasi successive del morbo. Attualmente in Inghilterra il costo dell’Aricept è di 50 cent al giorno poiché il brevetto è scaduto recentemente e sono già disponibili sul mercato versione più convenienti dello stesso prodotto sotto il generico nome donezepil.

Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati