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Soggiorno Belvedere a Vieste per gli amici di Pensalibero

di Fondazione F.Turati Onlus | 22 luglio 2015

“Vieste da vedere, conoscere, esplorare, salire e scendere, Vieste da amare con le sue spiagge quasi chilometriche, Vieste da bere e da mangiare.

Se negli anni ‘80 lo slogan era “Una Milano da bere”, dopo aver visto Vieste mi viene spontaneo lo slogan “Vieste da vedere, conoscere, esplorare, salire e scendere, Vieste da amare con le sue spiagge quasi chilometriche, Vieste da bere e da mangiare.

Confesso non conoscevo Vieste ed è stato amore a prima vista.

Pizzomunno mi è rimasto nel cuore così come la cortesia, la disponibilità e l’accoglienza trovata al Soggiorno Belvedere. Fortuna che c’erano loro sempre pronti ad ascoltare ed esaudire le nostre richieste, dal direttore Antonio Vivarelli , alle “ragazze” della reception Anna, Mirka, Lorella e Marianna, senza dimenticare Anna e Franca, addette ai piani, sempre sorridenti anche quando mi avvicinavo io perché devo ammettere che, passati i primi giorni, ho cominciato a soffrire della sindrome di Fantozzi accompagnato dalla sua eterna nuvola.

Mia sorella, nonostante la protezione 50 si è ustionata … i piedi , la parte più delicata e troppo spesso trascurata … suggerito da Lisa, addetta al bar Yogurt bianco, no meglio l’aloe, allora parte la navetta con Michele che mi porta in farmacia e fra Yogurt e aloe si attutisce il bruciore, ma ovviamente la nuvola ha un suo significato: dobbiamo rinunciare alla gita alle grotte. Ancora dolorante rinunciamo anche alla gita alle Tremiti. Ma nel frattempo mi sono affezionata alla figura di Fantozzi e allora concludiamo in bellezza. Andiamo a cena in un ristorante sul mare: ottimo cibo, ottimo servizio, bella serata … arrivo a pagare e …”Non abbiamo ancora il collegamento, possiamo accettare solo contanti… “ che io ovviamente non ho dietro, fidandomi di bancomat e carta di credito e vivo momenti di panico vedendomi già, come nelle barzellette e negli incubi peggiori, intenta per ore a lavare piatti e pentole. Al solito l’ancora di salvezza è la receptionista di turno, Anna che rintraccia una collega e la manda a prenderci e a saldare.

Prima di partire promettiamo che torneremo ma assicuriamo anche che frequenteremo con profitto un corso antisfiga, o nel caso faremo un passaggio dalla piscina di Lourdes. All’anno prossimo, quindi e…tranquilli lasceremo Fantozzi, nuvola compresa, a casa.

Maria Rita Monaco
pubblicato su Pensalibero.it

Ufficio Comunicazione della Fondazione F.Turati