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L’Avanti, digitalizzata la collezione

di Luciano Pallini | 14 maggio 2018

L'Avanti

Messa online tutta la collezione del quotidiano socialista “L’Avanti”. La presentazione a Roma. La partecipazione della Fondazione Turati.

La Fondazione Turati ha partecipato presso la Biblioteca del Senato a Roma alla presentazione della collezione dello storico quotidiano socialista L’Avanti! che rivive ora in versione online ed è consultabile in maniera totalmente gratuita attraverso il sito della Biblioteca, che possiede anche una raccolta cartacea che parte dal 1903. La digitalizzazione è stata possibile  grazie all’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino e alla rivista Critica Sociale, che custodisce nella propria biblioteca di Brera a Milano i numeri della testata che vanno dal 1946 al 1993.
Dopo le introduzioni di Marco Brunazzi, dell’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, di Stefano Carluccio, della Biblioteca storica di Critica Sociale e dell’Avanti!, il direttore dell’Avanti Online Mauro Del Bue ha ricordato che l’Avanti! non è un libro, è una storia lunga 120 anni e del quotidiano ha ricordato tre prima pagine: il primo numero, con Bissolati direttore, nel Natale del 1896. Un giorno di festa, perché i lavoratori concepissero le feste non solo come riposo ma anche come occasione da dedicare alla cultura e allo studio. L’educazione come giorno fondamentale della crescita del partito”. Il secondo numero è quello del commento al 2 giugno 1946 con il titoloGrazie Nenni”. «Il Psi – ha sottolineato Del Bue – è stato l’unico partito della sinistra a fare della discriminante Repubblicana un obiettivo fondamentale». Come ultimo numero Mauro Del Bue ha ricordato quello in cui appariva l’articolo di Bettino Craxi sulla necessità della grande riforma. Era l’estate del 1979. «Craxi partiva dalla forma dello Stato e non dalla legge elettorale. Se oggi non comprendiamo che il destino del Paese è legato alla riforma dello Stato non si può capire la natura della crisi attuale». 
Il prof. Ciuffoletti, nella sua lunga e assai articolata relazione, ha ricordato come «l’Avanti! eredita la cultura democratica del Risorgimento». E ha sottolineato il grande lavoro svolto da Gaetano Arfè che con la sua “Storia dell’Avanti!” del 1956 ha ridato slancio e forza all’azione socialista, dopo gli anni bui del frontismo. «La politica – ha concluso facendo riferimento alle vicende di oggi – deve avere spessore morale. La democrazia non è un dono che viene dal cielo e noi siamo un paese in cui la democrazia è una conquista recente». Sulla conservazione e diffusione della memoria storica ha annunciato l’imminente uscita dei primi volumi della Biblioteca del riformismo socialista (che avverrà a cura della Fondazione Turati).
Claudio Martelli ha sostenuto che nella drammatica crisi che si è aperta «bisogna unire innanzitutto i socialisti poi i riformisti, moderati e cattolici, per andare oltre e guardare all’Europa fermando l’ascesa dei sovranismi europei. Non c’è speranza senza lotta. Bisogna difendere il nostro popolo da ciarlatani e avventurieri».
Nel suo intervento Rino Formica ha ricordato il ruolo dell’Avanti! nelle tre crisi di sistema che il nostro Paese ha attraversato, a partire da quella nel primo dopoguerra quando il giornale socialista fu sempre per la lotta democratica. Poi nel secondo dopoguerra con il sostegno forte alla Costituente e alla Repubblica. Ultima  la crisi di sistema che si ripeté nel ’89. Formica ha sottolineato l’esigenza di  una grande battaglia politica che va fatta nella riforma della Costituzione non più adeguata ai tempi: gli stati nazione devono «cedere sovranità» e quindi serve un «nuovo ordine costituente» per inserire chiaramente la «nostra collocazione internazionale e la natura e i compiti della democrazia rappresentativa. Occorre unire contro il governo dei populisti e dei sovranisti un ampio fronte repubblicano».